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Mar 20

Anatocismo; Stretta? Abbiamo forti dubbi!!

BANNER FBStretta sull’ anatocismo: per evitare la capitalizzazione degli interessi, il calcolo di quanto dovuto avverrà al 31 dicembre di ogni anno e non in base a trimestri.

In arrivo la norma che obbligherà le banche a calcolare gli interessi passivi sui conti correnti solo una volta all’anno e non già quattro, come oggi succede in

gran parte dei casi.

L’addebito degli interessi potrà avvenire solo 60 giorni dopo il 31 dicembre di ciascun anno, con assoluto divieto di conteggi infra annuali.

La riforma si impone per cercare di ridurre il fenomeno dell’ anatocismo, ossia quella illegittima pratica bancaria con cui gli interessi non pagati, alla fine di ogni trimestre, vengono considerati “capitale” e quindi base di calcolo per i successivi interessi: un sistema, quest’ultimo, che porta inevitabilmente a una lievitazione esponenziale delle somme dovute dal correntista.

La norma è contenuta negli emendamenti di cui il Governo dovrà tener conto, approvati ieri dalla Camera e legati al dl banche, in fase di conversione in legge.

La previsione di un unico conteggio annuale degli interessi sarà “simmetrica”: in sostanza varrà non solo se si parla di interessi passivi (quando, pertanto, il creditore è la banca), ma anche con gli interessi attivi (quando, invece, il creditore è il correntista).

Il divieto di anatocismo verrà inoltre esteso alle carte di credito cosiddette revolving.

In verità, il divieto di anatocismo è già contenuto nella legge di Stabilità per il 2014 ed è operativo dal 1° gennaio dello stesso anno. Ma, ancorandosi a un appiglio interpretativo le banche stanno continuando a comportarsi come sempre hanno fatto. Illegittimamente.

Il testo della norma del 2014, infatti, sembrerebbe vincolare l’operatività del divieto all’adozione di un decreto del CICR non ancora emesso. I giudici, però, hanno già detto da loro e, da più parti d’Italia (in particolare, a Milano), sono uscite sentenze di condanna nei confronti degli istituti di credito, sottolineando che il divieto di anatocismo sarebbe già operativo e vincolante.

Evidentemente, tutto ciò non è sufficiente.

Sicché la prospettata modifica al Testo Unico Bancario.

Se la disposizione sarà approvata scatterà il vincolo del conteggio degli interessi sia debitori che creditori al 31 dicembre di ogni anno; ciò limiterà le libere interpretazioni della norma ora in vigore, facendo cadere la possibilità di interessi infrannuali e le anomalie di calcolo ad esse connesse.   La proposta si sviluppa su tre vie:

l’esigibilità dal 1 marzo di ogni anno degli interessi debitori maturati;

l’estensione del divieto di anatocismo anche a carte di credito revolving (linea di credito flessibile ricaricabile);

la disponibilità immediata per il cliente sugli interessi creditori fruttati (dal 1° gennaio).

In sintesi la nuova formulazione, “prevede che nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento sia assicurata, nei confronti della clientela,la stessa periodicità nel conteggio della maturazione degli interessi sia debitori sia creditori, che comunque non potrà essere inferiore a un anno ” .

Stop all’ anatocismo bancario, stop cioè alle banche che fanno pagare gli interessi sugli interessi anche sui finanziamenti a valere sulle carte di credito (le cosiddette carte revolving).

Ossia il ritorno alla pratica odiosa di anatocismo allo stato puro, che uscito dalla porta rientra così dalla finestra con l’ingannevole messaggio di un suo divieto, tramite l’emendamento dell’onorevole Boccadutri del Pd che stabilisce che “è fatta salva la possibilità per il cliente di autorizzare preventivamente l’addebito degli interessi debitori sul conto o sulla carta decorso un termine di 60 giorni dalla valuta degli interessi medesimi” .

Sarebbe più opportuno trovare tutti insieme una soluzione definitiva che serva anche al nostro sistema bancario per rafforzare la fiducia complessiva, senza dover lasciare ancora una volta la parola alla Cassazione che, peraltro, sull’argomento si è già espressa a favore dei consumatori.

Tuttavia l’ anatocismovietato dal 1 gennaio 2014 dalla legge che escludeva ogni forma di interessi sugli interessi maturati, applicati dalle banche ai correntisti con la complicità di Bankitalia e Cicr che continuano a fare da palo, ha generato un indebito per oltre 4,5 miliardi di euro, che le banche devono restituire ai clienti, bonariamente oppure tramite le pronunce dei Tribunali, che verranno aditi in caso di diniego.

Era una storia che durava francamente da troppi anni e a parer nostro la questione non è stata ancora chiusa, nel mentre le Orcobanche ridono.

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